Metta, la meditazione dell’amore universale

 

Metta sutta , la metta nel canone pali

L’amore compassionevole nella visione del Buddha

SUTTA NIPATA 1.8
Karaniya Metta Sutta
L’amore universale

 

Questo dovrebbe fare chi pratica il bene
e conosce il sentiero della pace:
essere abile e retto,
chiaro nel parlare,
gentile e non vanitoso,
contento e facilmente appagato;
non oppresso da impegni e di modi frugali,
calmo e discreto, non altero o esigente;
incapace di fare
ciò che il saggio poi disapprova.

Che tutti gli esseri
vivano felici e sicuri:
tutti, chiunque essi siano,
deboli o forti,
grandi o possenti,
alti, medi o bassi,
visibili e non visibili,
vicini e lontani,
nati o non nati.

Che tutti gli esseri vivano felici!
Che nessuno inganni l’altro,
né lo disprezzi
né, con odio o ira,
desideri il suo male:

Come una madre
protegge con la sua vita
suo figlio, il suo unico figlio
così, con cuore aperto,
si abbia cura di ogni essere,
irradiando amore
sull’universo intero;
in alto verso il cielo,
in basso verso gli abissi,
in ogni luogo, senza limitazioni,
liberi da odio e rancore. Fermi o camminando,
seduti o distesi,
esenti da torpore,
sostenendo la pratica di Metta;
questa è la sublime dimora.

Il puro di cuore,
non legato ad opinioni,
dotato di chiara visione,
liberato da brame sensuali,
non tornerà a nascere in questo mondo.

 

Metta, gentilezza amorevole

La pratica di metta è una meditazione che apre, la mente ed il cuore, ad un atteggiamento compassionevole. Che non ha nulla a che vedere con il compatimento, mentre esprime una apertura benevola, verso se stessi e verso gli altri. Innanzitutto verso se stessi, perché se non ci si vuol bene, prima a se stessi, come si può davvero amare qualcun altro?

 

Dhamma-Sutta

Amorevole gentilezza significa accettarsi, accettare gli altri, senza giudizio.  Accettare anzichè criticare e coltivare avversione, per un aspetto di sè o di altri, o per situazioni difficili della propria vita. Ma accettare non basta. E’ necessario, per entrare nello spirito della metta, rivolgere uno sguardo benevolo, un leggero sorriso.

Liberi dal veleno dell’avversione

Praticare metta significa liberarsi, liberarsi dall’inquinamento dell’avversione, per se stessi, per la vita, per gli altri. Molto tempo lo trascorriamo pensando a tutto ciò che non va bene, alle persone con cui abbiamo relazioni difficili. A noi stessi, e alle nostre vite che non sono mai come le avevamo sognate, da bambini.

Ma nonostante tutto, arriva il momento in cui possiamo far riposare il cuore e la mente. Nell’aprirci alla gentilezza amorevole, accettiamo che le cose, le persone, la vita e noi stessi siamo quello che siamo. E va bene così, senza altri affanni. Possiamo volerci bene lo stesso, possiamo conservare un po’ di amore anche per quelle situazioni difficili che ci fanno soffrire.

Come se ci liberassimo di un’acqua amara, con la pratica di metta lasciamo che il veleno dell’avversione scorra via.

Portare la pace nel cuore e nelle relazioni

Praticare metta in maniera costante ci permette di fare pace, innanzitutto con noi stessi. Spesso non ci rendiamo conto di quanto duramente ci trattiamo. La verità è che siamo sempre pronti a giudicarci, a biasimarci, ad essere scontenti di noi stessi.

Allo stesso modo ci comportiamo nelle nostre relazioni. Spesso ci chiudiamo in posizioni di rivalsa, di orgoglio, di risentimento, fino all’odio. Fino a desiderare che quella certa persona scompaia dal nostro orizzonte. Ma quando smettiamo di giudicare, e di biasimare, possiamo mettere a fuoco le fragilità , nostre e altrui. E che siamo bisognosi di amore, di protezione, di sicurezza. E che le cattive azioni, gli sbagli, i fallimenti, non ci identificano. Siamo di più, c’è di più. L’ odio, il risentimento, è una gabbia, una galera in cui costringiamo il cuore. Riduciamo le nostre possibilità di essere, e di essere liberi. Costretti in una visione asfittica, cristallizzata, di quella volta che….

Che non siamo stati all’altezza del ruolo, delle aspettative, dei desideri. Ma si può andare oltre.

A volte basta poco. Solo un po’ d’amore.

 

 

 

 

 

 

Approfondimenti

http://santacittarama.altervista.org/metta_vipassana.htm

https://www.canonepali.net/

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Autore: Silvia Zuccaro

Psicologa psicoterapeuta, pratico yoga e meditazione da diversi anni. Sono istruttrice di protocolli mindfulness MBSR(mindfulness based stress reduction) e MBCT(mindfulness based cognitive therapy) e insegnante di Hatha Yoga e Mindfulness Yoga. Vivo e lavoro a Roma.

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