Elogio della pazienza

Non mi piace fare la fila, da nessuna parte. In quest’epoca di tecnologia pretendo di non dover fare file. Mi spazientisco subito, soprattutto in macchina nel traffico.  Ma anche alle poste, alla cassa del supermercato, al cinema, per strada, al ristorante ecc. Mi rendo conto che è una reazione automatica, ma d’altronde è difficile per me controllarla.

 

Solo a posteriori riesco a rendermi conto di quanto sia fragile la mia capacità di essere paziente.  Di stare in un tempo di attesa calma, senza agitazione. Il primo impulso che sento davanti alla necessità dell’attesa è protestare, sbattere i piedi, sbuffare in modo infantile. E non mi rendo conto di quanto tutto ciò sia bambinesco finché non compio quei gesti infantili di protesta. Allora percepisco chiaramente la mia piccolezza nel volere tutto e subito.

Pazienza, una attesa fiduciosa

La pazienza non è rassegnazione. Rassegnarsi vuol dire sottostare, obtorto collo, a determinate condizioni, con una disposizione d’animo negativa. Nella rassegnazione si coltiva avversione: ciò che vivo non è ciò che desidero, e nel verificare questo recrimino o rimugino su quanto la vita sia ingiusta, su cosa mi aspettavo accadesse e su quanto non mi piaccia ciò che invece trovo davanti a me. Ma soprattutto nella rassegnazione si coltiva la sfiducia , la credenza che le cose non cambieranno mai, resteranno così come sono e non ci piacciono.  Per essere pazienti invece è necessario radicarsi nel presente, osservare la situazione così come accade e attendere con animo fiducioso ed equanime. Saper aspettare significa saper nutrire la fiducia e la consapevolezza che tutto  cambia e si modifica, continuamente.

 

Ci sono aspetti della vita che non possiamo modificare, non dipende da noi quante persone sono in fila alla cassa prima che arrivi il nostro turno. La pazienza nelle piccole situazioni quotidiane ci addestra alla pazienza nei momenti più salienti della nostra esistenza. I figli,  i partner, le persone che sono presenti nella nostra vita ci sfidano spesso ad essere pazienti. E il più delle volte vale la pena esserlo, poiché la pazienza ci consente di raccogliere frutti che richiedono una lunga maturazione, ma che hanno il potere di nutrirci tutta la vita.

Pazienza
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Autore: Silvia Zuccaro

Psicologa psicoterapeuta, pratico yoga e meditazione da diversi anni. Sono istruttrice di protocolli mindfulness MBSR(mindfulness based stress reduction) e MBCT(mindfulness based cognitive therapy) e insegnante di Hatha Yoga e Mindfulness Yoga. Vivo e lavoro a Roma.

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