Vite passeggere

vite passeggere, lutto

Quando prefiguriamo la perdita di chi ci è molto vicino ce lo aspettiamo di soffrire, sappiamo che accadrà. Siamo preparati al fatto che i più anziani, nonne e nonni, i grandi della nostra infanzia prima o poi ci lasceranno: sappiamo che accadrà.

I piccoli crescono, i vecchi muoiono. Ed è qualcosa a cui pensiamo, cercando di allontanare il momento in cui i nostri genitori verranno a mancare. Sappiamo che il lutto fa parte della vita, e che lambirà anche la nostra. Ricordo il dolore per la perdita dei miei nonni, ed anche la consapevolezza dell’inevitabilità . La vecchiaia, la malattia, la morte. Il ciclo di vita si conclude e tutto sembra in una certa misura ineluttabile ma anche naturale, prevedibile. Un esito certo.

Ma quando ad andarsene sono persone che non frequentiamo più da tanto tempo, o qualcuno che ha incrociato per un momento la nostra strada, si affaccia alla coscienza qualcosa di differente. Un’amica che non vedi da tempo. Un messaggio a Natale, la promessa di rivedersi; ma poi improvvisamente non c’è più tempo e l’occasione di vedersi non c’è semplicemente più.

Oltre al dolore per la perdita, sorge la sofferenza per il tempo sprecato, per quello che poteva esserci e non c’è stato, per aver aspettato che chiamasse prima lei, per non aver condiviso, visto, sentito. Qualcun altro decide di andarsene schiacciato dal peso della vita, e non hai colto nessun segno.

Il passaggio di coloro che in qualche misura hanno fatto parte della nostra vita, che abbiamo conosciuto una volta e mai più visto, con cui c’è stata un’amicizia interrotta o anche solo lasciata andare , ci mette a contatto in maniera più diretta con la fragilità della vita. In un certo modo la loro scomparsa ci sorprende: quando non ci curiamo di qualcuno non ci chiediamo se sta bene, o se verrà a mancare, e se ci mancherà.

Le persone a cui non pensiamo non esistono, e di fatto la loro morte ci sorprende: erano in vita ed ora non più . Sorge allora una consapevolezza: avrei potuto fare un passo in più, perdonare, chiedere scusa, chiamare, interagire. Fare mille cose che per superficialità non ho fatto, oppure dimenticato con la certezza che non avrei patito l’assenza di quella persona.

vite passeggere come nuvole, lutto

E invece ti sorprendi a pensarci. A pensare alle incomprensioni che hanno allontanato. Ai moti d’orgoglio. Ai giudizi affrettati. Alla mancata gentilezza. Alla ricchezza delle relazioni, a quanto c’è da dare e da prendere, se siamo consapevoli che le nostre sono vite passeggere, e che meritano tutto l’amore possibile.

Autore: Silvia Zuccaro

Psicologa psicoterapeuta, pratico yoga e meditazione da diversi anni. Sono istruttrice di protocolli mindfulness MBSR(mindfulness based stress reduction) e MBCT(mindfulness based cognitive therapy) e insegnante di Hatha Yoga e Mindfulness Yoga. Vivo e lavoro a Roma.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...