Trauma Yoga

Per le persone che hanno subito un trauma oggi esistono nell’ambito della psicoterapia diversi strumenti per prendersi cura della sofferenza legata al trauma e per elaborare il vissuto dell’evento traumatico: dall’ EMDR alla terapia sensorymotor fino al Trauma Sensitive Yoga e al protocollo i-Rest di Miller.

Nella concettualizzazione del trauma viene portata una nuova attenzione al corpo e alla funzione dei processi di autoregolazione somatica. Il corpo ha un ruolo fondamentale nell’elaborazione dei processi emotivi e cognitivi, e il trattamento del trauma parte dal corpo.

Il Trauma Yoga è una pratica dell’ Hatha Yoga proposta all’interno del Trauma Sensitive Yoga (TSY) che permette di sperimentare il corpo come un posto sicuro, che può essere abitato senza dover necessariamente rivivere il trauma. Chi ha vissuto un trauma porta i segni nel corpo attraverso le sensazioni, che si tenta di allontanare tagliando fuori la consapevolezza del proprio corpo.

Con alla base una attitudine di gentilezza e di ascolto, nel Trauma Yoga si accompagna la persona a sperimentare di avere un corpo e che questo può avvenire in sicurezza.

In uno studio di Bessel van der Kolk è emerso che le persone che praticano il Trauma Yoga  riportano diminuzioni significative nella disregolazione emotiva e riduzione della tensione e dell’ iperarousal corporeo . Una pratica minima di 10 settimane  comporta una diminuzione significativa nei sintomi del Disturbo da Stress Post Traumatico  .

gesti di autoconsolazione nel trauma yoga

Il Trauma Yoga permette a chi lo pratica di apprendere modalità di autoregolazione emotiva, e ad usare il corpo per calmarsi, attraverso il respiro o un movimento gentile.

Con lo yoga e con la mindfulness si impara a portare la mente nel corpo , nel qui ed ora del momento presente. Ciò permette a chi ha subito abusi di imparare a sganciarsi, momento per momento, dalla gabbia del passato. Attraverso il Trauma Yoga è possibile ricominciare a riconnettersi col corpo , in maniera gentile e non giudicante, mettendo insieme un bagaglio di memorie somatiche positive, che aprano la strada all’esperienza del corpo come risorsa.